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"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai perché voi
siete stati forestieri in terra di Egitto” (Esodo, 22,20)
Immigrazione: Chiesa mettiti in gioco
Appello al mondo missionario, alla Cei, alle chiese: per
opporsi alla strage del Mediterraneo, e per chiedere
disobbedienza civile alle leggi razziste previste nel
pacchetto sicurezza.
Napoli, 9 marzo 2009
Noi missionari/e sentiamo il dovere di reagire e protestare
contro la strage in atto nel Mediterraneo e le leggi
razziste contro gli immigrati che arrivano sulle nostre
coste. È una tragedia questa, che non ci può lasciare
indifferenti: migliaia e migliaia di africani che tentano di
attraversare il Mare nostrum per arrivare
nell’agognato "Eden". Un viaggio che spesso si conclude
tragicamente. Dal 2002 al 2008 sono morti, in maggioranza
scomparsi in mare, 42 mila persone, secondo la ricerca
condotta a Lampedusa da Giampaolo Visetti, giornalista di
La Repubblica. Trecento persone al giorno! Il più grande
massacro europeo dopo la II Guerra Mondiale che si consuma
sotto i nostri occhi.
E qual è la risposta del governo? Chiudere le frontiere e
bloccare questa "invasione". E per questo il "nostro"
governo ha stipulato accordi con la Libia e la Tunisia. Il 5
gennaio 2009 infatti il Senato ha approvato il Trattato con
il governo libico di Gheddafi per impedire che le cosiddette
carrette del mare arrivino a Lampedusa. Com’è possibile
firmare un trattato con un paese come la Libia che tratta in
maniera così vergognosa gli immigrati in casa propria?
Il 27 gennaio 2009 il ministro Maroni si è incontrato con il
ministro degli Interni tunisino per la stessa ragione. Il
regime di Ben Ali in Tunisia non è meno dittatoriale di
quello libico. Questi tentativi italiani per bloccare
l’immigrazione clandestina, sono sostenuti dal Frontex,
l’Agenzia Europea per la difesa dei confini, che ha ricevuto
oltre 22 milioni di euro per tali operazioni.
Ci dimentichiamo però che questa pressione migratoria è
dovuta alla tormentata situazione africana, in particolare
dell’Africa Centrale e Orientale. Le situazioni di miseria e
oppressione, le guerre troppo spesso dimenticate
dell’Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan, Ciad sospingono
migliaia di persone a fuggire attraverso il deserto per
arrivare in Tunisia e Libia dove sono trattate come schiavi:
lunghi anni di lavoro in nero per ottenere i soldi per la
grande traversata (soldi che andranno alle mafie). E se
riusciranno (pagando 3-4000 euro) ad attraversare il
Mediterraneo ed arrivare a Lampedusa, verranno rinchiusi in
un vero e proprio campo di concentramento, il Centro di
“accoglienza” trasformato il 24 gennaio in Cie (Centro di
identificazione ed espulsione): un vero lager che può
ospitare 900 persone ed invece ne contiene 1900! Di qui le
drammatiche rivolte di questi giorni con i tentati suicidi
di parecchi tunisini che non vogliono essere rimpatriati
perché sanno quello che li attende.
Tutto questo grazie alla solerzia del nostro ministro Maroni
che ha detto che bisogna essere «cattivi» con gli immigrati.
E il suo Pacchetto Sicurezza è la «cattiveria trasformata in
legge», come afferma il settimanale Famiglia Cristiana.
Infatti nel Pacchetto Sicurezza il clandestino è dichiarato
criminale. Una legislazione questa che ha trovato un terreno
fertile, preparato da un crescente razzismo della società
italiana (così ben espresso dalla Lega!) e da una
legislazione che va dalla Turco-Napolitano (l’idea dei
Centri di permanenza temporanea) all’immorale e
non-costituzionale Bossi-Fini, che non riconosce l’immigrato
come soggetto di diritto, ma come forza lavoro pagata a
basso prezzo, da rispedire al mittente quando non ci serve
più.
La legge infatti prevede, fra le altre cose, la possibilità
che i medici denuncino i clandestini ammalati, la tassa sul
permesso di soggiorno (dagli 80 ai 200 euro!), le "ronde",
il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui
ricongiungimenti familiari e i matrimoni misti, il carcere
fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine
di espulsione. Maroni ha pure deciso di costruire una decina
di Centri di identificazione e di espulsione, ove saranno
rinchiusi fino a 6 mesi i clandestini. Questa è una
legislazione da apartheid: il risultato di un mondo politico
di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri,
ambulanti, Rom e mendicanti. È una cultura xenofoba e
razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione e
dell’apartheid. Tutto questo immemori di essere stati noi “forestieri
in terra di Egitto” quando così tanti italiani oltre al
doloroso distacco dalla propria terra, hanno sperimentato
l’emarginazione, il disprezzo e l’oppressione.
Per questo noi chiediamo:
ai missionari/e, religiosi/e, laici/che impegnati con il Sud
del mondo:
· di schierarsi dalla parte degli immigrati contro
una «politica miope e xenofoba»e che fa «precipitare
l’Italia, unico paese occidentale, verso il baratro di leggi
razziali», come afferma Famiglia Cristiana.
· di organizzare una processione penitenziale, per
chiedere perdono a Dio e ai fratelli migranti per il
razzismo, la xenofobia, la caccia al musulmano che, come
forza diabolica, sono entrate nel corpo politico di questa
Italia.
alla Conferenza Episcopale Italiana:
· di chiedere la disobbedienza civile a queste leggi
razziste. È quanto ha fatto nel 2006, in situazioni
analoghe, il cardinale R. Mahoney di Los Angeles,
California, che ha chiesto nell’omelia del mercoledì delle
Ceneri a tutti i cattolici americani di servire tutti gli
immigrati, anche quelli clandestini.
alla Chiesa cattolica in Italia e alle altre Chiese:
· di riprendere l’antica pratica biblica, accolta e
praticata anche dalle comunità cristiane di fare del tempio
il luogo di rifugio per avere salva la vita, come indicato
nel libro dei Numeri 35,10-12. Su questa base biblica negli
anni ’80, negli USA, nacque il Sanctuary Movement che oggi
viene rilanciato.
Come missionari/e facciamo nostro l’appello degli
antropologi italiani: "Quell’antropologia impegnata dalla
promessa di ampliare gli orizzonti di ciò che dobbiamo
considerare umano deve denunciare il ripiegamento
autoritario, razzista, irrazionale e liberticida che sta
minando le basi della coesistenza civile nel nostro paese, e
che rischia di svuotare dall’interno le garanzie
costituzionali erette 60 anni fa, contro il ritorno di un
fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali. Forse
anche allora, in molti pensarono che no si sarebbe osato
tanto: oggi abbiamo il dovere di non ripetere quell’errore".
Viviamo un tempo difficile, ma carico di speranza nella
misura in cui siamo capaci di mettere in gioco la nostra
vita per la Vita.
Comunità Comboniana - Rione Sanita (Napoli)
Alex Zanotelli e Domenico Guarino
Casa Rut – Suore Orsoline, Caserta
Casa Zaccheo – Padri Sacramentini, Caserta
Missionarie Comboniane – Torre Annunziata (Napoli)
Comunità Comboniana - Castelvolturno (Caserta)
Alex Zanotelli, tra i promotori dell'appello, ci parla di
questa iniziativa.
Ascolta l'intervista di Michela
Trevisan dal Focus di Afriradio.
Per le parrocchie, le associazioni, le riviste, le
congregazioni o i singoli religiosi che intendono aderire
all'appello: inviateci una mail a online@nigrizia.it,
specificando nell'oggetto "adesione appello immigrazione:
Chiesa mettiti in gioco", e precisando l'indirizzo mail e un
contatto di riferimento.
Aderiscono:
padre Fernando Zolli (comboniano), Giovani impegno
missionario Napoli, Nigrizia, Centro Comunicazione
Combonifem, don Roberto Pasetti, Comitato Caserta città di
pace, don Giorgio A. Pisano, padre Guido Grilli, Comunità
Michea alla Sanità (Napoli), don Carmine Miccoli, Kenda
Onlus - Cooperazione tra i Popoli, Coordinamento per la
legalità e la giustizia di Bari, gruppo Africa Sport Bao Bab
di Berlino, don Angelo Cassano...
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