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 Parrocchia di San Sabino
 
Viale Caduti del 28 Luglio 1943 n. 5
 70126 - BARI
 Tel: +39 080 5588183

 
ORARIO CELEBRAZIONI:

 SANTE MESSE

 Orario invernale:

 Giorni feriali: ore 18:30
 Giorni festivi: ore 10:00 - 11:30 - 18:30


 Orario estivo:

 Giorni feriali: ore 19:00
 Giorni festivi: ore 10:00 - 19:00


 
 SANTO ROSARIO

 
Giorni feriali: ore 18,00


 ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA
 
 
Ogni 3° giovedì del mese alle ore 18:00


 
ADORAZIONE EUCARISTICA PERSONALE
 (silenziosa)

 
 
Ogni 1° venerdì del mese dalle 19:00 alle 20:00

 
 CENACOLO DELLE MADRI
 (Ottobre - Maggio)


 Ogni 2° giovedì del mese con i seguenti orari:
 
 ore 19:00 (orario invernale)
 ore 19:30 (orario estivo)



 CONFESSIONI
 
 
Ogni venerdì con i seguenti orari:

 17:00 - 18:00 / 19:00 - 20:00

 Per altri giorni contattare il parroco

 


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Le Parrocchie della XII Vicaria













Variazione orari SS. Messe


Da domenica 28 ottobre verrà rispettato il seguente orario:

10:00 - 11:30 - 18:30



Vivere la Fede nell'ascolto della Parola


Commento al Vangelo
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria (Mt 6,4)


XIV Domenica del Tempo Ordinario, 8 luglio 2018



"Chi? Quello lì? Sì, hai preso quello giusto... Non fidarti... Basta vedere da che famiglia viene...". Come farà una persona che ha anche solo un minimo desiderio di fare qualcosa di bene per gli altri, oppure che ha del tempo da mettere a disposizione per un servizio di volontariato all'interno di un gruppo, di un'associazione, a sentirsi "invogliata" a fare qualcosa, se ancora prima di iniziare viene "etichettata", "bollata"?
Maldicenze e calunnie fanno di un gruppo, di una comunità, di un paese, di una parrocchia un luogo invivibile, una casta di persone che pur di non mollare il potere che hanno tra le mani o di condividerlo con chi ha voglia di fare qualcosa e magari si dimostra più capace, più intelligente, più disponibile di altri, getta discredito sui medesimi, infangandoli a volte in modo così intenso che "ripulire" la propria immagine diventa poi impresa ardua. Ancor più oggi, che oltre alle malelingue fisiche esistono le malelingue virtuali, quelle piattaforme social che sono la nuova "agorà", la nuova piazza dove sbattere alla mercé di tutti, vizi e difetti degli altri.
Gesù torna per la seconda volta nella sua Galilea, e la prima volta era stato un successone: a Cafarnao, sempre di sabato e sempre nella sinagoga, il suo insegnamento era piaciuto. Il contesto per il suo ritorno in patria non poteva che essere a lui favorevole. E invece...
Che cosa sarà mai successo di così grave da trovare un'opposizione di quel tipo se poco tempo prima tutta la folla era rimasta positivamente meravigliata dal suo insegnamento? A qualcuno, evidentemente, la popolarità e la bravura di Gesù, deve aver dato fastidio; a qualcuno, il Maestro autorevole quella volta deve aver calpestato i piedi... per cui, la vendetta gli viene servita su un piatto freddo. Lo si lascia tornare dopo un po' di tempo a casa sua, e in quel frangente di tempo si ha tutta la possibilità di gettare discredito sulla sua persona: si comincia a insinuare che la sua formazione culturale non è accreditata, che non è altro che un povero falegname, che non appartiene a una famiglia altolocata, e - come se non bastasse - si ironizza e si malefica anche sulla sua presunta "nascita miracolosa"...
Del resto, quando non si hanno motivi, quando non si hanno argomenti per definire "cattiva" una persona e il suo operato, si passa alle malignità, alle cattiverie, alle calunnie, spesso associate a una buona dose di menzogna.
Ma quello che fa più male a Gesù (e a noi) credo sia il fatto che certe maldicenze vengono pronunciate "di sabato nella sinagoga", sarebbe come a dire, la domenica a messa...
Il vangelo non parla di gente che ci rimane male e se ne va dalla chiesa-sinagoga perché gli fa comodo andarsene dopo che ha sentito una parola poco gradevole: parla di Gesù in persona, che se ne va dalla chiesa-sinagoga per la maldicente incredulità della gente.
A lui, queste cattiverie e maldicenze non cambiano più di tanto la vita: in questa sua debolezza si manifesterà comunque la grazia di Dio. È a noi, a noi gente della Galilea, a noi amici, parenti, familiari di Gesù, a noi uomini e donne del "sabato della sinagoga", che viene rivolto questo appello a smetterla con questi atteggiamenti. Come Gesù, per non farsi travolgere dalle cattiverie, ha continuato a evangelizzare nei villaggi vicini, così anche noi non dobbiamo perdere tempo dietro a tante cose dette, a tante mezze frasi, a tante insinuazioni: riprendiamo il nostro cammino dietro a lui, e tiriamo avanti. Qualcuno di interessato al Regno di Dio e alla sua giustizia, alla fine, ci dovrà pur essere; chi invece vuole continuare a parlare male e a scandalizzarsi di tutto e di tutti, sappia che la Parola di Dio è molto più efficace delle calunnie.
E soprattutto, Dio non ha tempo da perdere: deve salvare il mondo.

(a cura di don Alberto Brignoli)




Gesù non si ferma davanti al fallimento della sua predicazione e va avanti: il profeta non si ferma davanti agli ostacoli, anche quelli imprevisti e dolorosi, perché sa che la sua forza sta nel messaggio che porta e in chi gliel’ha affidato, non nei risultati.

(a cura di don Giovanni Berti)



30 Maggio 2018

Venticinque anni di stola e grembiule...



Auguri don Angelo!

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile»  (San Francesco d'Assisi)



ASSOCIAZIONE "GIUSEPPE MOSCATI" ONLUS



ASSOCIAZIONE "G. MOSCATI" ONLUS


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