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 Parrocchia di San Sabino
 
Via Caduti del 28 Luglio 1943 n. 5
 70126 - BARI
 Tel: +39 080 5588183

 
ORARIO CELEBRAZIONI:

 SANTE MESSE

 Orario invernale:

 Giorni feriali: ore 18:30
 Giorni festivi: ore 10:00 - 11:30 - 18:30


 Orario estivo:

 Giorni feriali: ore 19:00
 Giorni festivi: ore 10:00 - 19:00


 
 SANTO ROSARIO

 
Giorni feriali: ore 18,00


 ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA
 
 
Ogni 3° giovedì del mese alle ore 18:00


 
ADORAZIONE EUCARISTICA PERSONALE
 (silenziosa)

 
 
Ogni 1° venerdì del mese dalle 19:00 alle 20:00

 
 CENACOLO DELLE MADRI
 (Ottobre - Maggio)


 Ogni 2° giovedì del mese con i seguenti orari:
 
 ore 19:00 (orario invernale)
 ore 19:30 (orario estivo)



 CONFESSIONI
 
 
Ogni venerdì con i seguenti orari:

 17:00 - 18:00 / 19:00 - 20:00

 Per altri giorni contattare il parroco

 


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VARIAZIONE ORARI SANTE MESSE

Da domenica 3 luglio, entrerà in vigore l'orario estivo delle Messe:

ore 10:00 - ore 19:00




Vivere la Fede nell'ascolto della Parola


Commento al Vangelo
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti (Lc 16,25)


XXVI domenica T.O., 25 settembre 2016




La parabola ha lo scopo di far capire quanto sia grave e carica di conseguenze l'indifferenza del ricco che non si accorge del povero. Gesù mette davanti agli occhi dei suoi contemporanei e anche davanti ai nostri oggi, il rischio di adagiarsi, della comodità, della mondanità nella vita e nel cuore, di avere come centro il nostro benessere. Se le cose, il denaro, la mondanità diventano centro della vita ci afferrano, ci possiedono e noi perdiamo la nostra stessa identità di uomini: il ricco del Vangelo non ha nome, è semplicemente "un ricco". Le cose, ciò che possiede, sono il suo volto, non ne ha altri.
La vita di queste due persone sembra scorrere su binari paralleli: le loro condizioni sono opposte e del tutto non comunicanti. Il portone di casa del ricco è sempre chiuso al povero, che giace lì fuori, cercando di mangiare qualche avanzo della mensa del ricco. Lazzaro rappresenta bene il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi. Il ricco sarà condannato pertanto non per le sue ricchezze, ma per essere stato incapace di sentire compassione per Lazzaro e di soccorrerlo.
Nell'aldilà la situazione si è rovesciata. Adesso il ricco riconosce Lazzaro e gli chiede aiuto, mentre in vita faceva finta di non vederlo. Prima gli negava pure gli avanzi della sua tavola, e ora vorrebbe che gli portasse da bere! Crede ancora di poter accampare diritti per la sua precedente condizione sociale. La parabola mette chiaramente in guardia: la misericordia di Dio verso di noi è legata alla nostra misericordia verso il prossimo. Se io non spalanco la porta del mio cuore al povero, quella porta rimane chiusa. Anche per Dio. E questo è terribile.
Per convertirci, non dobbiamo aspettare eventi prodigiosi, ma aprire il cuore alla Parola di Dio, che ci chiama ad amare Dio e il prossimo. Oggi più che mai, nei grandi problemi dell'umanità, non posso essere indifferente; forse potrò fare poco, ma tutto quello che mi è possibile, devo e voglio farlo per i poveri della terra: la compassione, la misericordia, la carità, la condivisione, la sensibilità e la conoscenza dei problemi, la preghiera, la conversione del cuore.

(a cura di don Alberto Brignoli)





Gesù, che in questi giorni di lutti incredibili e assurdi con il terremoto sembra assente e lontano, in realtà si è lasciato travolgere dai crolli e si è messo al posto dei più sfortunati e sofferenti. E chi ha scavato anche a mani nude per soccorrere, confortare, aiutare, ha scavato verso il cielo, ha davvero incontrato Dio anche se mentre scavava si domandava come mai Dio permette tutto questo.
Dio per la sua gloria ha scelto la strada dell’umiliazione, del rendersi umile come la terra, e da questa umiliazione manifesta la sua grandezza che è l’amore, che in ogni situazione, anche la più terribile rimane la vera strada per risorgere, anche dalle macerie più pesanti.

(don Giovanni Berti)



30 Maggio 2016

Ventitre anni di stola e grembiule...



Auguri don Angelo!

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile»  (San Francesco d'Assisi)



ASSOCIAZIONE ONLUS "GIUSEPPE MOSCATI"



ASSOCIAZIONE ONLUS "G. MOSCATI"


Telefono: +39 331 2821459
e-mail: onlus.moscati@tiscali.it




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